Antica Torino | vermouth di Torino dry
Antica Torino nasce per proporre vini, liquori e distillati tradizionali del Piemonte, risalendo alle loro ricette originali e riscoprendo così sapori di nicchia spesso dimenticati.
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Il nostro vermouth ricco di storia.

vermouth di Torino dry

ANTICA TORINO

Una ricetta tradizionale ma innovativa al tempo stesso

decorazione-MARRONE

Vittorio Zoppi e Filippo Antonelli hanno fondato l’azienda Antica Torino per produrre vini aromatizzati, liquori e distillati della tradizione del territorio.
L’ultimo prodotto realizzato è il Vermouth di Torino Dry, che riscopre la vocazione
aromatiera e distillatoria della provincia torinese, applicata al vino aromatizzato,
aumentando l’eleganza e la longevità del prodotto.
La nostra ricetta del Vermouth di Torino Dry risale agli anni 50 quando la città di Torino pulsava e cresceva attorno all’industria del vermouth.
Tra gli ingredienti figurano assenzio, achillea moscata, salvia, cardo, issopo etc., un esplosione di note vegetali e floreali, con l’aggiunta di spezie che completano la ricetta.

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Grazie alla sua unica ricetta, il Vermouth di Torino Dry colma uno spazio nel panorama dei vini aromatizzati italiani, proponendo note organolettiche simili a quelli bevuti nel 900, riscoprendo gusti e profumi dimenticati

Antica Torino Vermouth di Torino Dry

decorazione-MARRONE

CARATTERISTICHE

Gradazione alcolica: 18 gradi
Zuccheri: 3,3%
Ingredienti: botaniche naturali, vino bianco cortese doc, alcool e zucchero

PRODUZIONE

Macerazione delle botaniche in alcool 96 gradi per 30 giorni circa; pressatura con
ottenimento di tintura; distillazione in alambicco di parte del macerato; blend nel
vino di macerato e distillato; maturazione e affinamento in vasca di acciaio;
filtrazione ed imbottigliamento

DESCRIZIONE

Descrizione visiva: colore giallo paglierino, limpido e consistente
Descrizione olfattiva: intenso ed abbastanza complesso, di qualità fine, profumi speziati, floreali, minerali e fruttati, note di agrumi e frutta secca
Descrizione gusto-olfattiva: secco, caldo, abbastanza morbido, persistente, sapori di cannella, fiori, salvia, minerali e mandorle

UTILIZZO

Un vermouth tradizionale come prevede il disciplinare Vermouth di Torino ma innovativo nella sua ricetta. La distillazione di parte del macerato rinforza e rende uniche le note gusto-olfattive delle artemisie, dei fiori e delle spezie e aggiunge longevità al vino aromatizzato.
I compagni ideali del vermouth dry nella miscelazione più tradizionale sono il gin e la vodka per creare i famosissimi Martini e Vodka Martini cocktails, la variante Perfect Martini ed un classico cocktail americano degli anni 50, l’Old Pal

città sabauda e Belle Epoque

I luoghi e le storie di un rituale

decorazione-BIANCA

Torino e il vermouth

Gusti e profumi storici

decorazione-MARRONE

Il vermouth nasce a Torino nel 1786 quando, in una pasticceria di Piazza Castello, Antonio Carpano inventa un “vino per signore” che riscuote immediato successo anche alla corte di Vittorio Amedeo III.
E, pur essendo esportato in 150 paesi grazie alla ferrovia che dal 1854 unisce la capitale sabauda al porto di Genova, è a Torino che vive la sua età dell’oro tra ‘800 e ‘900: basti pensare che la richiesta di vermouth alla vaniglia, il preferito di Carlo Alberto e di conseguenza della città intera, rischia di provocare una guerra per l’approvvigionamento della preziosa bacca, scongiurata infine nel 1906 con il permesso di usare al suo posto la meno pregiata vanillina.
Nel periodo della Belle Epoque (1880-1915) nella città di Torino c’era l’usanza dell’Ora del Vermouth’, un rito sociale serale, simile alla moderna happy hour, a cui partecipavano artisti, professionisti, politici e debuttanti in società.

Il “vermuttino” viene servito con stuzzichini, come si vede nei poster d’antan, da un cameriere che porta flûte e selz al tavolo. Nei locali più chic viene aggiunta anche una scorzetta di limone o arancia.
Ogni bar, ogni liquoreria, ogni pasticceria ha la sua ricetta; quelli di Via Doragrossa (poi Garibaldi) lo producono nei loro “infernotti”, freschissime cantine con volte a botte a 15 metri di profondità, comunicanti con l’esterno attraverso una botola in cui viene calata l’uva per fare il vino direttamente in loco.
Nelle campagne piemontesi si conclude la giornata lavorativa con una “merenda sinoira” a base di vermouth casalingo e piattini tipici come zucchine in carpione, tonno di coniglio e vitello tonnato, anteprima della moderna apericena.

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